Mutuo per non bancabile

La banca non ti concede il mutuo per acquistare l’immobile?

lo acquistiamo noi per te (pagamento dilazionato in 30 anni)

Siamo operativi in tutta Italia

ENPAB – Home

La Presidente Tiziana Stallone ha adottato un provvedimento di urgenza in data odierna con il quale ha disposto la sospensione fino a tutto il 28 febbraio 2022 degli interessi di mora e delle sanzioni che maturerebbero in caso di ritardato pagamento dei MAV relativi agli acconti per l’anno 2021 e ai saldi 2020.

La motivazione è nell’accavallamento o comunque nella concentrazione entro fine anno dei termini di scadenza dei pagamenti dei contributi previdenziali dovuti nell’anno in corso (2021) che sono stati a loro volta condizionati dal termine di decadenza normativa fissato il 2 novembre per l’ottenimento del beneficio dell’esonero parziale della contribuzione previdenziale obbligatoria di competenza dell’anno 2021.

Sistema “Salva Casa”

anche per non bancabileSiamo operativi in tutta Italia

Il rilevante onere economico per gli iscritti dovuto proprio alla coincidenza delle scadenze dei pagamenti contributivi non poteva essere diversamente gestito in autonomia dall’Ente proprio in considerazione dei termini normativi inderogabili. Per tale motivo è stata disposta la sospensione degli interessi di mora e delle sanzioni fino al 28 febbraio 2022:

  • Per i versamenti degli “Acconti contributivi per l’anno 2021”
  • Per i versamenti dei “Saldi contributivi per l’anno 2020”.

Gli iscritti, pertanto, indipendentemente dalle date di scadenza indicate nei bollettini MAV relativi potranno organizzare autonomamente i versamenti nel rispetto del termine del 28 febbraio 2022.

pdfProvvedimento di urgenza 3-2021.pdf

Mutui per segnalati anche per liquidità

senza verifica reddituale

Siamo operativi in tutta Italia

Chiarimenti per la presentazione dell’esonero parziale dei contributi soggettivi da corrispondere nell’anno 2021

CHI È OBBLIGATO A PRESENTARE LA RICHIESTA?
TUTTI GLI ISCRITTI CHE L’ENPAB HA CONSIDERATO POTENZIALI BENEFICIARI

L’Enpab non conosceva e non conosce tutti i dati reddituali necessari o le condizioni di ogni iscritto e, quindi, non aveva e non ha la certezza della sussistenza del diritto di ciascuno di poter beneficiare o non poter beneficiare dell’agevolazione riconosciuta per il 2021 sotto forma di esonero parziale della contribuzione soggettiva.

Sono stati esclusi dal diritto di presentare la domanda solo coloro che con certezza non avrebbero potuto ottenere il beneficio (titolari di un reddito professionale superiore a 50 mila euro nel 2019; pensionati di vecchiaia Enpab; temporaneamente non in regola nel rapporto previdenziale; professionisti con reddito professionale pari a ZERO nel 2019).

Per evitare, però, che tutti dovessero anticipare pagamenti per il contributo soggettivo minimo dell’anno 2021 e per i saldi 2020 è stata adottata la decisione di assumere prioritaria la “presunzione” di sussistenza dei requisiti e delle condizioni richieste dalla norma per accedere al beneficio. Da premettere che, il testo del Decreto non prevedeva il diritto alla restituzione dei contributi versati, pertanto richiedere il pagamento dei minimi per il 2021, ad esempio, avrebbe significato un danno per tutti coloro che viceversa avrebbero potuto avvantaggiarsi del beneficio.

Prestiti e agevolazioni per le imprese

Siamo operativi in tutta Italia

Tutto ciò comporta che ANCHE COLORO CHE NON HANNO I REQUISITI PER ACCEDERE AL BENEFICIO DELL’ESONERO PARZIALE SULLA BASE DI DATI NON CONOSCIUTI DA ENPAB (ad esempio il calo del fatturato 2020 su 2019 piuttosto perché contestualmente lavoratori dipendenti) DOVRANNO ACCEDERE ALLA RICHIESTA E CONFERMARE IL NON DIRITTO. Solo in questo modo, sulla base di dati certi e non più presuntivi e potenziali, si potrà riconsiderare l’effettiva posizione previdenziale.

Questa procedura dovrà essere eseguita PRIMA DELLA COMPILAZIONE ED INVIO DEL MOD 1, così il gestionale informatico, acquisito il dato della insussistenza del diritto al beneficio economico, procederà al ricalcolo dei MAV rispondenti esattamente al dovuto determinati dal reddito professionale e dal volume d’affari dichiarati per l’anno 2020. 

pdfGuida esplicativa per i NON AVENTI DIRITTO

pdfEsonero parziale contribuzione previdenziale anno 2021

 

Il RAPPORTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA (Co.co.co) è causa di esclusione dal diritto per ottenere il beneficio dell’esonero contributivo 2021?
L’INDENNITA’ DI MATERNITA’ va inclusa nel volume d’affari?

Proviamo a rispondere ad alcuni dubbi tenendo conto che un Ente di previdenza istituzionalmente non ha una competenza specifica sulle materie che saranno trattate, pertanto, è opportuno e necessario che ciascuno consulti i propri consulenti, fiscali o legali, cioè chi ha competenza in ambito economico, fiscale e giuridico per una conferma.

L’art. 1 comma 20 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 e successivamente il Decreto Interministeriale pubblicato il 27 luglio scorso hanno riconosciuto e, poi, disciplinato a vantaggio dei professionisti “l’esonero parziale dei contributi soggettivi da versare nell’anno 2021”. Tra le varie condizioni richieste dalla norma per avere diritto all’agevolazione, due risultano “impegnative” per la identificazione dell’esatto “perimetro” di applicazione.

  1. Chi non è titolare di rapporto di lavoro dipendente. Il rapporto di co.co.co non si qualifica come rapporto di lavoro subordinato. Dunque, se sono titolare di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa posso autocertificare di non essere lavoratore dipendente.
  2. Chi ha subito una riduzione del 33% del volume d’affari nell’anno 2020 rispetto al 2019. Se ho percepito nell’anno 2020 l’indennità di maternità, non devo considerare la stessa tra i redditi e volumi d’affari professionali. Dunque, l’indennità non deve essere sommata al volume d’affari.

Motivazioni
I collaboratori coordinati e continuativi (c.d. co-co-co) sono anche detti lavoratori parasubordinati, perché rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente.
Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro. Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente, al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

Dai la massima visibilità
ai tuoi Annunci Immobiliari!

Finanziamo il tuo acquirente (senza interessi)

Siamo operativi in tutta Italia

  • l’autonomia;
  • il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale esercitato dal committente che non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione, autonomia che continuerà quindi ad esplicarsi all’interno delle pattuizioni convenute;
  • la prevalente personalitàdella prestazione;
  • la continuità;
  • il contenuto artistico-professionale dell’attività.

Ai fini fiscali i redditi percepiti dai co-co-co sono stati considerati:

  • redditi di lavoro autonomo fino al 31 dicembre 2000;
  • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente dal 1° gennaio 2001.

È importante però precisare che l’assimilazione ai redditi di lavoro dipendente ha operato solo ai fini fiscali. Il regime giuridico da applicare ai rapporti di co-co-co è rimasto invece quello del lavoro autonomo.

Da ultimo, il DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 81 all’art. 2 comma 2 lett. b) ha stabilito espressamente: “La disposizione di cui al comma 1 (… la disciplina del rapporto di lavoro subordinato …) non trova applicazione con riferimento:
b) alle collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali;

L’indennità di maternità. Non sussistono chiarimenti o interventi interpretativi specifici emessi da una delle Autorità istituzionalmente deputate sul tema della inclusione o meno dell’indennità di maternità nel calcolo del volume d’affari.

La risposta dell’Ente è una mera risposta in deduzione o in logica conseguenza dell’intervento dell’Agenzia delle Entrate che ha chiarito – rispetto ad una situazione similare dal lato agevolativo e identica dal lato motivazionale del riconoscimento del beneficio da parte dello Stato – che nel volume d’affari professionale e nel reddito netto e nel calcolo delle percentuali di riduzione – utile e funzionale per l’ottenimento dei benefici economici legati alla pandemia , non deve essere inclusa l’indennità di maternità eventualmente percepita dal professionista. (Circolare n. 5/E del 14 maggio 2021 pag. 21).

Source

“https://www.enpab.it/”

Pubblichiamo solo i migliori articoli della rete. Clicca qui per visitare il sito di provenienza. SITE: the best of the best ⭐⭐⭐⭐⭐
Clicca qui

La rete Adessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento, come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione Italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo. Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

Mutuo sociale: Vendita case a rate (Tasso 0%)
Nessuna verifica bancaria

Siamo operativi in tutta Italia
Si convenzionano agenzie immobiliari

La rete Adessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento,

come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione Italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo.

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: